SMALL IS THE NEW BIGGRANDE È PICCOLO PICCOLO È GRANDE
1 Gli ultimi quindici anni li ho passati in una grande organizzazione, che lavorava solo per grandi organizzazioni. Alcune mie idee hanno animato l’offerta, molte mie intuizioni hanno determinato altrettanti successi. Ma la grandezza ha sempre un limite, il coraggio in grande organizzazione riguarda il colore della cravatta, ma si muoverà sempre su posizioni sicure.

Un’organizzazione è grande quando è grande e complessa la sua burocrazia. Di solito l’innovazione precede la grandezza, ma non la segue. La complessità difficilmente va a vantaggio dei committenti.

Una micro organizzazione, invece, ha sempre margini di manovra più ampi di quella grande, può rischiare, ha meno problemi ad investire su un progetto che lo meriti, ha una catena decisionale più semplice quindi è molto più veloce e molto più in grado di adattarsi alle esigenze del committente.

Una micro organizzazione opera con processi volutamente scarni, rarefatti e con meno punti di verifica, meno code di attesa, meno firme per l’approvazione, il tutto a stretto vantaggio dell’interlocuzione con il committente. E’ la piccola organizzazione che può offrire maggior concretezza nei processi, ma oltre tutto i contenuti “tecnologici” offerti sono esattamente quelli offerti dalla grande organizzazione, l’unica differenza è che dovendo sostenere minori costi burocratici, l’offerta della micro organizzazione è di gran lunga più competitiva.

SAPEREIL VALOREDEL NON
2 Promuovere una attività in genere usa come razionali “qualificanti” le esperienze pregresse in un determinato settore. Generalmente l’esperienza pregressa in un determinato ambito è molto sopravvalutata, perchè ogni committente è unico, e ha caratteristiche, processi, architetture ed organizzazione unici, anche all’interno di uno stesso ambito. La qualità nel lavoro parte dalla curiosità e dall’entusiasmo per l’apprendimento, e viene portata avanti nella modestia del non conoscere.

Il non sapere, o meglio, il rifiutarsi di applicare ad ogni committente lo stesso modello di proposta permette di liberare il massimo del valore aggiunto, il tutto a stretto vantaggio del committente.
Se “conosco” so già: posso essere curioso di ciò che conosco? Il mio apprendimento sarà altrettanto vero?
Io non applico modelli o stereotipi a nesuno, e meno che meno a coloro con e per i quali lavoro. Io esploro.

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Libertà, opportunità

Ho intùito e lo so seguire, ho iniziativa e non posso metterla da parte. Sono qui perchè ho coraggio. Non ho bisogno di avere avanzamenti di carriera, nulla potrà distrarmi dal mio obiettivo. Non servo la tecnologia, ma l’innovazione e il cambiamento, anche quando cambiare sarà il fare un passo indietro.

Sono veloce, per questo ritengo sia meglio liberarmi di qualunque sovrastruttura burocratica che non può che rallentarmi. Essere me stesso è impegnativo, faticoso. Ma a me piace e costituisce il nucleo centrale del valore che propongo.

La micro dimensione offre la libertà di esplorare e di approfondire. Offro i vantaggi di questa libertà al committente, perchè si trasformi in opportunità di cambiamento.

4

Commodity a chi?

Adesso basta con il considerare ICT come commodity!!!
La tecnologia non somiglia a una lavanderia o ad un bar, esistono molteplici strade, molteplici scelte da fare e ognuna ha i propri vantaggi e i propri rischi; dimenticarsene può cancellare il valore e comporta il rischio di privare le organizzazioni di uno strumento strategico. Quelli che hanno capito il valore strategico dei sistemi informativi li mettono al centro della propria offerta, qualunque cosa facciano, e lo fanno al di la delle mode del momento. Io non inseguo competenze a breve termine, e quindi preferisco risultati a breve termine, lavoro su ciò che deve durare quanto desiderato.

Offrire innovazione è anche saper capire quali “mode” sapranno superare il tempo, quali soluzioni continueranno a creare valore nel tempo.

APPUNTO...ABBIAMO SEMPREFATTO COSÌ?
5 Quanto fatto nel passato ci fa raggiungere l’adesso, ma se il nostro obiettivo va oltre ciò che siamo non è affatto detto che fare come si è fatto nel passato sia sufficiente.

Cerco non di cancellare, ma di valorizzare le lezioni apprese dal passato ma senza dover necessariamente proseguire allo stesso modo.

Cerco di offrire sempre qualcosa in più, di pensare differentemente per trovare.

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Generosità

Sono generoso, nell’artigianalità del mio lavoro non mi risparmio perchè so che ogni fatica evitata è, per bene che vada, una maggior fatica pianificata.
Ho la missione di creare valore, uso tutto gli strumenti di cui dispongo per offrire il valore di cui assumo la responsabilità. Non risparmio sulle ore dedicate ad una soluzione, non risparmio me stesso. Curo quello che faccio per il mio committente con passione, come se il risultato fosse mio.
Le mie economie di scala sono altro, la soddisfazione, la consapevolezza e la miglior soddisfazione possibile del mio committente. L’unico modo che conosco di lavorare è essere generoso, perchè i risultati non possono venire dal risparmio, ma dal valore.

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Fiducia

C’è una cosa che può essere costruita in molto tempo e può essere distrutta in un attimo:
è la fiducia.

Nel mio lavoro tendo a valicare il limite della discrezione ogni volta ciò mi può permettere di offrire maggior valore. Ma tratto le informazioni che ottengo con tutta la consapevolezza della delicatezza della posizione che assumo.

So quanto sia fragile il rapporto di fiducia che si instaura, e so quanto dannoso possa essere per una micro organizzazione un rapporto di fiducia rotto, o anche semplicemente incrinato.

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ADESSO È IL MIO TURNO

Esisto, sono libero e ora è il mio turno. Sono un professionista libero. Assumo su di me il rischio dell’errore, la gioia di cercare collegamenti, di assumermi la responsabilità di quello che faccio e di aiutare il cambiamento. Il cambiamento è il mio vero strumento di lavoro, il più delle volte sorprende me per primo, e questo garantisce valore.