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Bassel Khartabil, una vita per un sogno

Ogni giorno, per quello che abbiamo, per quello che diamo per scontato, per ciò a cui non diamo scioccamente il giusto peso, dobbiamo dire grazie a qualcuno che è venuto prima di noi. Non parlo di beni materiali, ma di idee ed ideali: un ideale chiamato democrazia.

È inutile negarlo: in ogni parte del mondo, ovunque ci si possa girare, troviamo nazioni dove tale sistema di governo non è applicato nei giusti crismi o, peggio ancora, assistiamo a dittature mascherate da democrazie.

Un caso su tutti, nella storia, o meglio per meglio dire, nella cronaca recente, è ciò che sta vivendo la Siria da quattro anni a questa parte, un paese dilaniato dalla guerra civile su tre fronti, dove l’odio etnico si mischia a quello politico e religioso in una spirale di sangue senza precedenti nella regione, pronta a precipitare tutto il Medio Oriente nel caos.

La storia ci insegna che non sono solo i grandi statisti o i regnanti a muovere le masse. Spesso, infatti, il popolo si è mosso coeso ed autonomamente, facendo riferimento a figure provenienti dal basso. In quest’ottica va visto quanto occorso a Bassel Khartabil.

Bassel, forse, a divenire un eroe, un simbolo della lotta silenziosa per un ideale, non ci teneva ad esserlo. Suo malgrado lo è diventato il 15 marzo 2012 quando, il regime siriano, lo ha imprigionato, senza dare alcuna indicazione alla famiglia sul suo stato di salute o su dove si trovasse sino al dicembre dello stesso anno, quando è stato chiarito che il siriano era detenuto nel carcere di Adra.

Perché dare tanto risalto alla figura di Bassel? Semplice. Bassel Khartabil, prima di essere un attivista, è uno sviluppatore informatico tra i più brillanti e conosciuti del nostro pianeta. Nel corso degli anni, ha ricoperto ruoli di prestigio, come ad esempio quello di CTO e co-fondatore di Aiki Lab, oltre ad essere stato primo progettista di Creative Commons, lavorando a Mozilla Firefox, Wikipedia, Open Clip Art, Fabricatorz – piattaforma grazie alla quale ha contribuito allo sviluppo di Aiki Framework – e Sharism.

Nell’anno del suo arresto, è stato inserito al 19º posto della lista dei Top Global Thinkers, “per aver resistito ed insistito, contro ogni previsione, per assicurare alla Siria una rivoluzione pacifica”. La CEO di Creative Commons, Catherine Casserly, ci propone un quadro descrittivo della figura e dell’impegno dell’attivista. “Bassel è leader di Creative Commons Siria. Crede fermamente nell’open internet, ed ha trascorso gli ultimi dieci anni utilizzando le open technologies per migliorare la vita dei suoi connazionali. Bassel non si è adoperato unicamente nei programmi di Creative Commons, ma ha lavorato altresì senza sosta per consentire l’alfabetizzazione digitale del suo paese, contribuendo all’educazione sul mondo digitale e su strumenti open-source.”

Per far sentire la propria voce tramite i vari social network, l’hashtag di riferimento è #FREEBASSEL. Noi, per quanto ci riguarda, faremo del nostro meglio per garantirvi un’informazione rapida sulla situazione dell’attivista. Chi lavora per il bene del prossimo, non può e non deve essere dimenticato.

 

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